Caro
Luca, non mi sembra giusto far scorrere una
ricorrenza così importante senza fare il punto della
situazione. Ed eccomi qui con il vivido, immutato e
immutabile ricordo della tua nascita. Quel 25 di
marzo in cui nascemmo insieme, tu figlio ed io madre.
Non volevi nascere, il mio ventre era un comodo
rifugio evidentemente, da premonitore quale sei, già
prevedevi la responsabilità della quale dove
assumerti il peso, la responsabilità della vita in
tutte le sue sfumature. Ci pensò suor Golia a
sbatterti fuori salendo sulla mia pancia e
sussurrandoti che da tre giorni ci facevi impazzire e
che era proprio ora di togliere le tende. Beh... ti
sei convinto, in due tempi però, prima il musino poi
le spalle e il resto. Eri di un colore indefinibile,
leggermente giallo pechino con tendenza al melanzana.
Eri stupendo anche quando eri brutto, sai? Poi ti
misero sul mio cuore e in quella maniera uscimmo
dalla camera delle torture e ti presentai il mondo.
C'erano venti persone ad aspettarci. Insomma c'erano
tutti... non li elenco, sarebbe troppo doloroso per
me e per te contare i grandi vuoti che hanno
lasciato. Bene, sono trascorsi quarant'anni e chi li
ha visti? Quanti ricordi! Ti confesso che mentre sto
scrivendo scorre qualche lacrima ma penso sia
normale, no? Ti rivedo nella tua carrozza rossa e il
vigile che ci faceva passare sulle strisce pedonali,
penso di essermi sentita dio, ho avuto la
sensazione di aver contribuito a fare il mondo ma
che dico... l'universo... e poi verso gli otto mesi
sono finiti i "bei tempi"... hai cominciato ad
arrampicarti ovunque, cito, una

per tutte,
la volta in cui abbracciasti la cucina fino a
tirartela addosso... pentole ed ogni cosa vi fosse
sopra. Sei sopravvissuto e come un gatto selvatico
ti sei girato pensando a quale poteva essere
l'ostacolo nuovo da affrontare. Credo di essere
morta di paura parecchie volte ma non voglio
ricordarlo... eri vivace, ecco si, diciamo che eri
vivace... Crescendo il tuo viso si trasformava,
avevi lineamenti dolcissimi, capelli lunghi a
caschetto, sembravi una bimba e... questo era il tuo
cruccio. Un giorno mi dicesti che aiutando una
vecchina ad attraversare la strada ti ringraziò come
fossi una bambina e mi giurasti che non avresti più
aiutato nessuno... tanto non capivano niente! La
scuola... ne parliamo? Ma no va, siamo diventati
perito chimico fra gioie e dolori, l'importante è
che lo siamo diventati anche se non è servito a
molto il famoso pezzo di carta... tienilo stretto
comunque, Luca, è la testimonianza della nostra
grande complicità. Potrei scrivere per ore, per mesi,
per anni per descrivere cosa hai rappresentato e
rappresenti nella mia vita ma penso che alla fine
non interessi a nessuno... Un giorno ci ritroveremo
a fare una bella chiacchierata, risponderò magari, a
quelle domande a cui non hai mai saputo dare una
risposta o hai abbozzato una risposta sbagliata, eh?
Ok. Sei diventato uomo in fretta, non elenco le
varie vicissitudini che ti hanno aiutato a crescere,
penso ne avresti fatto volentieri a meno ma... la
famiglia spezzata, affetti divisi, non voglio
rattristarti in un giorno di festa anche se ogni
cosa, anche la più piccola fa parte di percorsi
obbligati... il famoso destino. Tu, fedeli ai tuoi
principi, credevi e credi nel valore della famiglia
e... un bel dì luglio, era il 1988, mi portasti a
casa una biondina che credo di riconoscere nella qui
presente Anna, tua moglie. Ti sei sposato
giovanissimo, 25 anni, credo... felice di farlo e
gli ultimi vent'anni della tua vita ti hanno dato
ragione. Dopo circa 4 anni è arrivato Riccardo,
con mia grande gioia e nel 2005 è arrivato Simone.
Siete meravigliosi. Orgogliosissima di tutti voi.
Auguro, come solo una madre sa augurare, un futuro
sereno pieno d'amore, per te, Anna e i tuoi
meravigliosi figli. Farò il possibile per stare qui
a verificare se il mio augurio andrà a buon fine.
Auguri Luca. Vorrei rinnovare il giorno che sei nato
per mille volte ancora perché è stato l'unico
momento della vita che mi sono sentita veramente
importante. Tutto il resto è nulla in confronto. Un
bacino.