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Trento
Un passato antico, fatto di dame e cavalieri,
di nobili e briganti, di quando Trento era
bagnata nel suo cuore dalle acque dell'Adige,
di sfide e singolar tenzone. Un tempo
lontano che ora rivive nel salotto antico
della città, in quella Piazza Duomo
testimone dello scorrere dei secoli che
adesso torna ad ospitare sfide a colpi di
arco e balestra. Da venerdì 11 a domenica 13
settembre il centro del capoluogo ha
ospitato il nono “Palio delle Contrade”, la
rievocazione storica organizzata
dall'associazione “Amici della città” che
riporta Trento nell'atmosfera antica di
secoli passati. Cortei in costume,
sbandieratori, la fiera delle arti e dei
mestieri medievali, l'allevamento del baco
da seta, la mostra dei rettili e molto altro
ancora, per finire si sono avute le grandi
sfide fra arcieri e balestrieri. A fare da
cornice a questo tuffo nel passato
giocolieri, saltimbanchi ed artisti di
strada affollavano vie e piazze del centro
storico,facendo rivivere al capoluogo i
colori delle otto contrade nelle quali era
diviso fino a qualche centinaio d'anni or
sono. Il Palio anche quest'anno è stato
abbinato al concorso fotografico nazionale
per fotoamatori, non sarà quindi inusuale
vedere scattare tanti flash delle macchine
fotografiche per immortalare i momenti e gli
angoli più ricchi di fascino e tradizione di
questa manifestazione. Nel corso delle tre
giornate, dalle 10 del mattino sino a
mezzanotte, l'arte antica del divertire ha
preso possesso delle vie del salotto buono
di Trento mentre nella giornata di venerdì
fino alle 23 hanno attivato l'accampamento
degli arcieri, balestrieri ed armigeri delle
Contrade, che si dovevano cimentare in una
serie di prove di abilità in piazza Duomo.
Sabato invece artigiani ed artisti, in
costume storico, lavorando sul posto hanno
proposto arti e mestieri e manufatti di un
tempo, le varie espressioni della società
del passato. I cordari, la pergamena, la
pietra focaia, il fabbro, il tornio per
legno, il mugnaio, lo sgrezza lana,
l'arrotino, il telaio, il tombolo, il filò,
la lavorazione del rame, la rilegatura dei
libri con telaio, i mosaici, la pittura
utilizzando colore dei petali dei fiori del
proprio erbario, il piccolo falegname, la
zecca con fusione del metallo e battitura di
una medaglia moneta in ricordo del Palio.
Prima della disfida di arcieri e balestrieri
hanno dato spazio anche ai bambini che fra
catapulte, tiro con l'arco e scherma
medioevale hanno giocato come fanno i grandi
ma in completa sicurezza. Il momento clou di
questa manifestazione c'è stato nella
giornata di domenica 13 settembre, quando
l'intenso programma si è arricchito del
tanto atteso Palio, ovvero gli arcieri di
ogni Contrada, che hanno provato ad
aggiudicarsi l'ambito trofeo che è stato
consegnato nella serata stessa direttamente
dalle mani del Sindaco. Nell'occasione ho
avuto la gradita visita di mio fratello
Luciano e di mia cognata Giovanna che sono
venuti a stare da noi sabato e domenica di
ritorno da una settimana di vacanza passata
proprio qui vicino a Bardolino sul Lago di
Garda.
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Gli sbandieratori

I musicanti

Gli arcieri

Piccola catapulta

Il bancone del Moleta
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